Distributore Oleodinamico a cosa serve mezzi agricoli

Distributore Oleodinamico a cosa serve

Il distributore oleodinamico, detto anche distributore idraulico, è un dispositivo che serve a deviare un flusso di olio in pressione mediante un circuito interno, al fine di comandare gli utilizzatori idraulici collegati ad esso tramite tubazioni. Il distributore oleodinamico è dunque un dispositivo progettato per dirigere il flusso di olio all’interno di un sistema oleodinamico. Questo flusso può essere indirizzato a diverse parti del sistema, come cilindri, motori, valvole e attuatori, per eseguire varie funzioni. Il distributore è essenzialmente una valvola che controlla il flusso e la direzione dell’olio idraulico attraverso il sistema. Nelle macchine agricole è utilizzato per comandare alcuni tipi di sollevatori e terzi punti idraulici, le prese idrauliche che muovono le attrezzature, ed altro ancora. Continua a leggere per scoprire di più sul distributore oleodinamico a cosa serve.

Tipologie di distributore oleodinamico e caratteristiche

I distributori più comuni sono quelli monoblocco, ovvero costruiti in un solo pezzo, montati esternamente e collegati con tubazioni a vista.

I distributori monoblocco sono dispositivi idraulici compatti progettati per dirigere il flusso di olio in sistemi oleodinamici utilizzati in macchine agricole. Sono chiamati “monoblocco” perché sono costruiti come un’unica unità, che include tutte le valvole necessarie all’interno di un unico blocco solido. Questo design compatto li rende facili da installare e da integrare nei sistemi esistenti.
I distributori monoblocco sono ampiamente utilizzati in una varietà di macchine agricole, tra cui:

  • Trattori. Nei trattori moderni, i distributori monoblocco sono essenziali per controllare le funzioni idrauliche, come l’alzata del sollevatore, il controllo delle attrezzature, e la direzione dei cilindri idraulici.
  • Macchine per la Semina e la Coltivazione. Le seminatrici, le trinciatrici, i mietitrebbie e altre macchine agricole richiedono distributori monoblocco per controllare le funzioni idrauliche, come l’altezza delle ruote, l’apertura delle seminatrici e altro ancora.
  • Attrezzature per l’Irrigazione. Nei sistemi di irrigazione, i distributori monoblocco sono utilizzati per controllare le valvole e i motori idraulici responsabili della distribuzione dell’acqua.
  • Macchine per la Raccolta. Nelle macchine per la raccolta, come le mietitrebbie, i distributori monoblocco sono fondamentali per controllare i meccanismi di taglio, la direzione delle piattaforme di raccolta e altri dispositivi idraulici.

Ne esistono anche costruiti a disegno ed applicati direttamente sul blocco del sollevatore o della trasmissione del trattore, spesso dotati di collegamenti idraulici ricavati all’interno dei supporti di fissaggio.

Come è fatto un distributore oleodinamico

Entriamo nel vivo di questo articolo su Distributore Oleodinamico a cosa serve. Il cuore del distributore è lo stelo, detto anche spoletta, che può essere semplicemente descritto come un tondino di acciaio rettificato con degli incavi circolari che, durante il movimento lungo il suo asse, apre e chiude dei fori, detti anche travasi, ricavati nel corpo principale del monoblocco, costruito normalmente in ghisa.

Le tubazioni esterne sono collegate ai travasi mediante raccordi filettati standard, spesso contraddistinti con la lettera “P” per indicare la pompa, ovvero il flusso in entrata, e la lettera “T” per indicare il travaso, detto anche recupero, ovvero il flusso in uscita verso il serbatoio oppure verso altri utilizzi a seguire in cascata, creando così un circuito detto “a centro aperto”, che è lo schema largamente più diffuso nelle macchine agricole.
I raccordi per gli utilizzi utilizzi non sono normalmente indicati da nessuna lettera, e si distinguono in due categorie: a semplice o doppio effetto.

Tipi di distributori, stelo e flottante

I distributori a semplice effetto gestiscono una sola mandata per ogni utilizzo, come per esempio i cilindri idraulici per il ribaltamento di rimorchi.
I distributori a doppio effetto gestiscono due mandate per ogni utilizzo, come i cilindri idraulici a doppio effetto e i motori oleodinamici.

Lo stelo viene comandato da una leva esterna, normalmente applicata direttamente sul distributore tramite un supporto, oppure da un comando a distanza mediante cavo flessibile o tiranti di rinvio. Il movimento è alternato in avanti e indietro con richiamo a molla oppure con bloccaggio a seconda delle funzioni richieste, con un centro a riposo che consente al flusso di olio di attraversare l’elemento senza deviazioni.
Una particolare funzione, detta “flottante”, prevede una particolare posizione con la leva bloccabile in modo da collegare costantemente l’utilizzo con il flusso in uscita.

Alcuni distributori sono comandati da una bobina elettrica con un solenoide che genera un campo magnetico e fa muovere lo stelo, in questo caso parliamo di un elettrodistributore.

Il numero di steli presenti in un distributore può variare da uno a più elementi, moltiplicando così il numero di utilizzi collegabili per ottenere schemi complessi con un solo distributore installato.

Normalmente al distributore monoblocco è associata una valvola di massima pressione tarabile con un apposito registro a vite, montata dalla parte del flusso in entrata, in modo da limitare i picchi di pressione in un intervallo normalmente compreso tra i 100 ai 180 bar.

CARRY OVER: cos’è e come funziona

Hai mai sentito parlare di carry over?
I più esperti sanno che il circuito di recupero detto carry over serve a separare il flusso di olio in uscita, ma a che serve?


Torniamo allo schema descritto prima, e precisamente al fatto che il flusso in entrata “P” viene deviato agli utilizzi, che generano a seguire un loro flusso di uscita in recupero, diretto verso il raccordo “T”, sia che si tratti di utilizzi a singolo che a doppio effetto.

Montare un carry over

A questo punto si può creare un problema, visto che il raccordo in uscita raccoglie sia l’olio proveniente dal recupero degli utilizzi, che quello non utilizzato proveniente dalla pompa, passante attraverso il distributore senza deviazioni. Precisamente, se l’impianto prevede il riutilizzo del flusso in uscita mediante un altro distributore in cascata, il recupero degli utilizzi del primo distributore viene sicuramente ostacolato dalla strozzatura degli utilizzi a valle, creando così una contropressione dannosa per l’intero sistema.


Allora come fare? Montiamo un carry over!

Solo i distributori predisposti hanno la possibilità di montare su richiesta un raccordo filettato, detto appunto carry over, che va a chiudere uno dei travasi separando i flussi in uscita, ottenendo così un recupero dal raccordo “T” dedicato al proseguimento della linea di pressione per altri utilizzi a valle, ed un secondo flusso separato in uscita proveniente direttamente dagli utilizzi, diretto al serbatoio con una contropressione praticamente quasi nulla: risolto il problema.
Infine va detto che i flussi separati in uscita consentono lo scarico della valvola di sovrapressione in tutte le condizioni, in modo da gestire pressioni massime dedicate per ogni singolo distributore.

Queste indicazioni sono essenziali se si vuole aggiungere un distributore ad un impianto idraulico già esistente, in modo da ottimizzarne l’utilizzo e prevenire le problematiche evidenziate. Ora sai davvero tutto su Distributore Oleodinamico a cosa serve.

ATTENZIONE!
Queste istruzioni sono pubblicate a scopo divulgativo, e sono genericamente
riferite ai modelli più comuni presenti sul mercato.
Per istruzioni dettagliate e specifiche è bene consultare i libretti di uso e manutenzione in dotazione al tuo trattore o attrezzatura.

Vomere per aratro pezzi di ricambio

Vomere per aratro pezzi di ricambio

Come agricoltori siamo costantemente impegnati a migliorare le nostre tecniche e strumenti per garantire un rendimento ottimale dei nostri terreni. Uno strumento fondamentale è il vomere per aratro. In questo articolo, esploreremo l’importanza di questo componente essenziale e cosa fare se dovesse smettere di funzionare correttamente e fosse necessario sostituirlo. Scopri tutto su vomere per aratro pezzi di ricambio.

Cos’è il Vomere per Aratro?

Il vomere è una parte integrante dell’aratro, uno strumento fondamentale nell’agricoltura che viene utilizzato per rompere e rivoltare il terreno in preparazione alla semina. Si tratta di una lama metallica montata sull’aratro, che taglia e solleva il terreno mentre l’aratro si muove attraverso il campo.
Il vomere svolge diverse funzioni cruciali per la lavorazione del terreno:

Il movimento del vomere aiuta a rompere i detriti organici e i noduli di terra compatta, consentendo all’aria di penetrare nel terreno. Questo favorisce la respirazione delle radici delle piante e migliora il drenaggio.
Durante il suo passaggio attraverso il terreno, il vomere miscela il materiale organico decomposto con lo strato superiore del suolo. Questo aiuta a distribuire in modo uniforme i nutrienti essenziali necessari per la crescita delle piante.
Il vomere aiuta a livellare la superficie del terreno, creando un letto uniforme e ben preparato per la semina. Questo è essenziale per garantire una distribuzione uniforme dei semi e una crescita uniforme delle piante.

Segnali di Malfunzionamento del Vomere

Come ogni altro strumento agricolo, il vomere può subire usura e danneggiarsi nel tempo. Ecco alcuni segnali che indicano un malfunzionamento del vomere:

  • Usura eccessiva: il vomere può consumarsi nel tempo a causa dell’attrito con il terreno. Questo si manifesta con una punta smussata o una lama che si assottiglia e diventa meno efficace nel tagliare il terreno.
  • Deformazione: se il vomere subisce colpi o stress eccessivi, può deformarsi, compromettendo la sua capacità di tagliare e sollevare il terreno in modo uniforme.
  • Rottura: in alcuni casi, il vomere può rompersi o subire danni strutturali, rendendolo completamente inutilizzabile.

Questi segnali indicano che potrebbe essere arrivato il momento di pensare a vomere per aratro pezzi di ricambio.

Cosa Fare se il Vomere Deve Essere Sostituito

Quando il vomere mostra segni evidenti di malfunzionamento o danneggiamento, è importante intervenire prontamente per evitare compromessi sulla qualità del lavoro agricolo.
Prima di prendere decisioni drastiche, ispeziona attentamente il vomere per valutare l’estensione dei danni.
Se il vomere è gravemente danneggiato o usurato, è consigliabile sostituirlo con uno nuovo. Assicurati di acquistare un vomere di qualità che sia compatibile con il tuo aratro, come il nostro vomere tipo 2VS-L Sogema per corpi da 42 a 46 Ama Ricambi, e che soddisfi le esigenze agricole.
Per evitare futuri problemi, pianifica una routine di manutenzione preventiva per il vomere e l’aratro nel loro insieme. Lubrifica regolarmente le parti in movimento, controlla l’usura e sostituisci i componenti secondo necessità. Se hai bisogno di aiuto per vomere per aratro pezzi di ricambio scopri tutti i prodotti originali presenti sul nostro sito!

Aratro a vomere, aratro bivomere e polivomeri

Gli aratri monovomere e bivomere sono due tipi di aratri che si differenziano per il numero di vomeri utilizzati nella loro configurazione. Questi strumenti agricoli hanno caratteristiche e applicazioni distintive che li rendono adatti a diverse esigenze e condizioni di lavoro.
Come suggerisce il nome, gli aratri monovomere sono dotati di un unico vomere, che è la lama metallica a forma di V che taglia e solleva il terreno mentre l’aratro si muove attraverso il campo. Questa configurazione è comune in aratri utilizzati per terreni più leggeri o per colture che richiedono solchi distanziati.
Gli aratri bivomeri, al contrario, sono dotati di due vomeri, disposti simmetricamente rispetto all’asse dell’aratro. Questa configurazione è ideale per la creazione di solchi più stretti e profondi nel terreno, ed è spesso utilizzata in terreni più pesanti o in condizioni dove è richiesta una maggiore penetrazione del suolo. Per quanto riguarda i polivomeri, naturalmente, a parità di potenza impegnata, maggiore è il numero di corpi lavoranti minore è la profondità di lavoro, e maggiore è la larghezza di lavoro e quindi la superficie lavorata a parità di tempo.

Gli aratri monovomeri creano solchi più distanziati rispetto agli aratri bivomeri, poiché hanno un solo vomere che crea il solco centrale per la semina. Questa disposizione è adatta per colture che richiedono spaziatura più ampia tra le piante.
Gli aratri bivomeri creano solchi più vicini tra loro, in quanto i due vomeri lavorano simultaneamente per creare solchi paralleli. Questa configurazione è ideale per colture che richiedono spaziatura più stretta e per massimizzare l’uso del terreno.

Aratro a dischi o aratro a vomere le differenze

L’aratro, oltre che a vomere, può essere a dischi. Scopriamo ora, per concludere il nostro discorso, le differenze tra l’aratro a vomere e quello a dischi.

L’aratro a dischi è ampiamente utilizzato in varie fasi del ciclo agricolo, offrendo soluzioni per molteplici esigenze:

Prima della semina, l’aratro a dischi viene impiegato per preparare il terreno, rompendo i residui delle colture precedenti, aerando il suolo e livellando la superficie. Questo aiuta a creare un ambiente ideale per la germinazione dei semi e lo sviluppo delle radici.
Durante la stagione di crescita delle colture, l’aratro a dischi può essere utilizzato per controllare le infestanti. I dischi rotanti tagliano e seppelliscono le infestanti, riducendo così la concorrenza per le risorse e migliorando la resa delle colture.
L’uso regolare dell’aratro a dischi aiuta a ridurre il compatto del terreno, migliorando la struttura del suolo e favorendo una migliore infiltrazione dell’acqua e delle sostanze nutritive.
Nelle regioni dove si pratica la coltivazione del riso, l’aratro a dischi è fondamentale per preparare il terreno prima della semina e per gestire la risaia durante il ciclo di crescita delle piante di riso.

Vantaggi dell’Aratro a Dischi

L’aratro a dischi consente agli agricoltori di risparmiare tempo e risorse durante le operazioni di preparazione del terreno, può essere utilizzato su una vasta gamma di terreni e in diverse condizioni climatiche e contribuisce a migliorare la struttura del suolo, aumentando la sua capacità di trattenere acqua e sostanze nutritive e favorendo la crescita delle radici delle piante.
L’uso dell’aratro a dischi può anche ridurre la dipendenza da erbicidi e altre sostanze chimiche, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle pratiche agricole.

Differenze aratro a vomeri e aratro a dischi

Gli aratri a dischi e gli aratri con vomere sono però due tipi di attrezzi agricoli utilizzati per lavorare il terreno, ma differiscono significativamente nel loro funzionamento, nell’applicazione e nei risultati che producono.
La differenza principale sta nel fatto che l’aratro a dischi tende a lavorare il terreno in modo più superficiale rispetto all’aratro con vomere. I dischi possono rompere e aerare lo strato superficiale del terreno senza sollevare grandi quantità di terra.
L’aratro con vomere può invece lavorare il terreno in modo più profondo rispetto agli aratri a dischi, sollevando e rivoltando il terreno lungo il solco di semina. Questo può essere utile per coltivazioni che richiedono una maggiore profondità di radicamento.

Ora che sai tutto su vomere per aratro pezzi di ricambio contattaci per scoprire i nostri prodotti originali per mezzi agricoli e rendi più efficienti i tuoi macchinari per la lavorazione agricola.

Ripuntatore a cosa serve e come è fatto

Ripuntatore a cosa serve e come è fatto

Il ripuntatore, detto anche ripper, o scarificatore, è un attrezzo che si collega alla trattrice agricola e serve ad incidere il terreno con tagli verticali, mediante utensili a forma di lama detti ancore, come si vede in foto. Ma andiamo ad approfondire il tema di oggi: ripuntatore a cosa serve e come è fatto.

Il ripper nella lavorazione del terreno

Il ripuntatore è un attrezzo agricolo montato sul trattore, progettato per lavorare il terreno in profondità, rompendo gli strati compatti del suolo e migliorandone la struttura. Il suo design è caratterizzato da una serie di aste o denti robusti, spesso affilati, che penetrano il terreno durante il passaggio del trattore. Quando il ripuntatore viene trainato attraverso il campo, i denti penetrano nel terreno fino a una profondità predeterminata, solitamente tra i 30 centimetri e un metro, a seconda delle esigenze agronomiche.

Una volta inseriti nel suolo, questi denti rompono le masse compatte, permettendo all’aria, all’acqua e alle radici delle piante di muoversi più liberamente. Inoltre, il movimento dei denti aiuta a rompere eventuali strati di pietra o compattamento del terreno, facilitando il drenaggio e l’assorbimento delle radici.

Come è fatto il ripuntatore?

Il ripuntatore può essere dotato normalmente di un numero di ancore che va da 1 a 7. Queste sono spesso disposte su più file, e il ripuntatore lavora ad una profondità che va da circa 30 centimetri a più di un metro.

Il ripuntatore viene collegato alla trattrice quasi sempre mediante l’attacco a 3 punti del sollevatore, ma esistono anche versioni trainate mediante un carrello a sollevamento idraulico, usato soprattutto con le trattrici cingolate di alta potenza.

Come è fatto il ripuntatore e tipologie

Esistono molti tipi di ripuntatori, tutti accomunati dal fatto di avere ancore in acciaio dotate di un utensile terminale detto punta, normalmente imbullonata all’estremità inferiore dell’ancora.
La composizione specifica dell’attrezzo comprende un robusto telaio, sul quale sono fissate le ancore mediante staffe fisse o mobili, più o meno articolate, per cui si possono identificare tre diverse tipologie di ripuntatori. Vediamole insieme.

1) Ripuntatore ad ancore fisse, ovvero senza dispositivi di sicurezza in caso di urto sugli ostacoli, come quello presente in foto


2) Ripuntatore con bulloni di sicurezza, ovvero con ancore dotate di cerniere fissate con bulloni a strappo che, in caso di urti improvvisi, si rompono, consentendo alle ancore di ruotare e lasciare l’ostacolo, come grandi pietre o radici di alberi, preservando dalle rotture gli elementi del ripuntatore e del sollevatore del trattore


3) Il terzo tipo è il ripuntatore con sistema idropneumatico, dove le cerniere delle ancore sono trattenute da cilindri oleodinamici che reagiscono come delle molle agli urti improvvisi, ritornando da soli alla posizione normale di lavoro. La forza di reazione e la flessibilità di funzionamento sono gestiti da un accumulatore precaricato di azoto, collegato ai cilindri oleodinamici di ciascun ancora.


A che cosa serve il ripuntatore per trattore?

Il ripuntatore, incidendo il terreno con tagli più o meno profondi, serve a drenare il terreno favorendo la discesa di acqua durante le piogge e agevolando lo scambio di aria ed altri gas con la superficie; inoltre, il ripuntatore elimina la crosta in profondità generata da altre lavorazioni, come l’aratura e la fresatura.

Viene usato generalmente quando il terreno è duro, per massimizzare gli effetti su quella specifica porzione di terra.

Il ripper viene utilizzato anche per la preparazione dei campi da seminare e sempre più spesso per i frutteti e le coltivazioni specializzate. Viene usato in modo da abbinare la ripuntatura all’inerbimento perenne, altrimenti impossibile con l’aratura o metodi simili.
Questo consente di ottenere un’ottima calpestabilità del terreno durante tutto l’anno, favorendo così tutte le fasi di trattamento, potatura e raccolta dei frutti delle arboree.

Confrontando la ripuntatura con altre lavorazioni tradizionali di superficie come l’aratura e simili è possibile analizzare delle differenze sostanziali, con i relativi vantaggi e svantaggi.

Vantaggi dell’utilizzo del ripuntatore

  • Minor sforzo di trazione a parità di profondità di lavoro, che si traduce nella possibilità di lavorare più in profondità, oppure con più ancore, aumentando la larghezza di lavoro, ottimizzando così i costi;
  • Mantenimento invariato degli strati di terreno, dove richiesto da fertilizzazioni specifiche;
  • Mantenimento della superficie lavorata pulita, senza troppe zolle, risparmiando sulle successive lavorazioni per ridurle, oppure per il mantenimento del manto erboso perenne, dove richiesto;
  • Drenaggio in profondità, che può essere favorito tramite il montaggio, dietro le ancore, di utensili a forma sferica, detti talpe, oppure a strisciamento, detti talloni;
  • Possibilità di accoppiamento con altre attrezzature combinate, come rulli posteriori, seminatrici ed altre ancora.

Svantaggi dell’utilizzo del ripuntatore

  • Non favorisce l’interramento del concime di superficie
  • Non distrugge efficacemente le erbacce durante la preparazione delle semine

Infatti, è bene avere chiare le differenze tra ripuntatore ed estirpatore. Il ripuntatore è progettato per lavorare il terreno in profondità. I denti robusti ripuntatore rompono le masse compatte del terreno, migliorando la sua struttura e facilitando il movimento dell’aria, dell’acqua e delle radici delle piante. Questo strumento è particolarmente efficace nel ridurre la compattazione del terreno e nel favorire una migliore crescita delle radici, il che può portare a una maggiore resa dei raccolti e a una gestione più sostenibile del suolo. L’estirpatore, d’altra parte, è progettato per lavorare il terreno in modo più superficiale. I suoi vomeri affilati tagliano e rivoltano il terreno, preparandolo per la semina e garantendo una distribuzione uniforme dei nutrienti. Questo strumento è particolarmente utile per preparare il terreno dopo la raccolta dei raccolti precedenti o per incorporare fertilizzanti e materiale organico nel suolo prima della semina.

Ora che sai tutto su ripuntatore a cosa serve e come è fatto… Tieni quindi conto di queste variabili per la scelta della lavorazione più adatta alle tue esigenze e… buon lavoro!

Presa luci del rimorchio agricolo

Presa luci del rimorchio agricolo

Nel mondo agricolo, la sicurezza è una priorità fondamentale. Una delle pratiche essenziali per garantire un ambiente di lavoro sicuro è il corretto collegamento elettrico tra i trattori agricoli e le luci dei rimorchi. Questo aspetto spesso trascurato svolge un ruolo cruciale nella prevenzione degli incidenti stradali e nell’assicurare la visibilità durante le operazioni notturne. In questo articolo, esploreremo l’importanza di un corretto collegamento elettrico, i componenti coinvolti e i vantaggi che comporta parlando di presa luci del rimorchio agricolo. Approfondiamo dunque ciò che riguarda il collegamento elettrico tra i trattori agricoli e le luci del rimorchio, molto utile soprattutto se si notano delle anomalie nella fanaleria posteriore del rimorchio, come ad esempio luci che non si accendono, frecce invertite o altri problemi simili.

Presa luci del rimorchio: i collegamenti elettrici

Trattori e rimorchi sono dotati di prese e connettori specifici per il collegamento elettrico. È importante che essi siano compatibili e in buono stato per garantire un collegamento affidabile. Bisogna sapere che le prese elettriche dei rimorchi agricoli rispettano uno standard a 7 poli ben preciso, lo stesso dei vecchi autoveicoli di qualche decennio fa.

Aprendo la presa luci del rimorchio agricolo femmina montata sul trattore

Presa luci del rimorchio agricolo femmina

oppure la spina maschio luci rimorchio

Presa luci del rimorchio agricolo maschio

si può notare che la numerazione dei singoli poli rispetta il seguente standard di collegamento:

1 – L = indicatore di direzione sinistro
2 – 54/G = retronebbia, non usato nelle macchine agricole
3 – 31 = massa collegata al telaio del trattore e del rimorchio
4 – R = indicatore di direzione destro
5 – 58/R = luce di posizione lato sinistro
6 – 54 = luce di arresto (stop)
7 – 58/L = luce di posizione lato sinistro

Nel verificare i collegamenti si consiglia di procedere controllando prima sulla presa del trattore, in quanto spesso i problemi derivano dall’impianto luci di quest’ultimo, verificando l’effettiva uscita della corrente mediante un tester 12 volts o una semplice lampada collegata con 2 fili, provando in questo modo tutte le funzionalità delle luci posteriori.

Presa luci del rimorchio agricolo: ulteriori consigli

Per quanto riguarda la spina del rimorchio, invece, si potrà notare che, nella maggioranza dei casi, il cavo di collegamento ha solo 5 fili, per cui è consigliato escludere il collegamento 2 – 54/G (retronebbia) ed eventualmente il 7 – 58/L (posizione sinistra).

Per questo motivo spesso le luci di posizione destra e sinistra del rimorchio sono collegate insieme, a differenza di quelle del trattore. Si sconsiglia vivamente di ponticellare i collegamenti 5 e 7, per non danneggiare l’impianto luci di posizione del trattore, alterandone il carico sui fusibili.

Le prese femmina a 7 poli e le spine maschio sono componenti standard utilizzati per il collegamento elettrico tra trattori e rimorchi. Questi connettori sono progettati per fornire una connessione affidabile e sicura per trasmettere segnali elettrici essenziali per le luci dei rimorchi. Se devi sostituire la tua presa del trattore puoi scoprire di più sulla nostra Presa 7 poli CERMAG in alluminio cliccando qui.
Se invece vuoi scoprire di più sulle nostre staffe fissaggio presa a 7 poli ti consigliamo di navigare in questa sezione del sito e-commerce.

Lo sapevi che… sezione curiosità sulla presa luci del rimorchio

Lo sapevi che spesso sui trattori di recente produzione l’impianto elettrico delle luci di arresto aziona l’innesto della doppia trazione ogni volta che viene spinto il pedale del freno?

Per questo motivo bisogna fare molta attenzione a non sbagliare il collegamento 6 – 54, in quanto, se quella linea va in corto, potrebbe danneggiare seriamente il dispositivo di innesto della trazione anteriore del trattore!

Kit luci rimorchio senza fili: la novità del settore!

Ci sono ora in commercio dei kit luci rimorchio senza fili! Avete capito bene, niente collegamenti elettrici! Negli ultimi anni, il mercato agricolo ha visto l’introduzione di innovativi kit luci rimorchio senza fili, rappresentando una significativa evoluzione nella gestione della sicurezza e nel collegamento elettrico. Questi sistemi, al contrario delle soluzioni tradizionali, eliminano la necessità di cavi elettrici, offrendo numerosi vantaggi in termini di praticità e flessibilità.

I kit luci rimorchio senza fili utilizzano la tecnologia wireless per trasmettere segnali elettrici tra il trattore e il rimorchio. Il sistema si compone semplicemente di un trasmettitore, che si collega direttamente alla presa femmina del trattore e a due fanalini posteriori che si applicano sul lato posteriore del rimorchio con un supporto magnetico. Questa configurazione senza fili elimina la necessità di gestire intricati cavi e semplifica notevolmente il processo di collegamento e scollegamento.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si alimentano i componenti? Semplice, il trasmettitore viene alimentato dalle luci di posizione del trattore, mentre i fanalini rimorchio hanno delle batterie all’interno che possono essere ricaricate a casa o sul trattore, mediante una presa mini USB, proprio come avviene per la ricarica del proprio smartphone. Tenendo conto che l’autonomia supera tranquillamente la giornata di lavoro è un sistema comodo, no?

Questi kit sono inoltre dotati di luci a LED rimorchio trattore, le quali sono estremamente efficienti dal punto di vista energetico. Consumano significativamente meno energia rispetto alle lampadine tradizionali, contribuendo così a una maggiore efficienza. Le luci a LED producono una luce più luminosa rispetto alle lampadine tradizionali. Questo migliora la visibilità del rimorchio, aumentando la sicurezza stradale, specialmente nelle condizioni di scarsa illuminazione o di visibilità ridotta.

Sicurezza su strada e nel lavoro: l’importanza delle luci rimorchio

Le luci del rimorchio svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli incidenti stradali. Forniscono segnalazioni chiare agli altri utenti della strada riguardo alle intenzioni del conducente, riducendo il rischio di collisioni e migliorando la sicurezza generale. Durante le ore notturne, la visibilità è ridotta e il corretto funzionamento delle luci del rimorchio diventa ancor più critico. Luci posteriori, luci di stop, frecce direzionali e luci di posizione contribuiscono a rendere il veicolo agricolo più visibile, riducendo il pericolo di incidenti, quindi è bene non sottovalutare l’argomento di oggi su presa luci del rimorchio agricolo. A proposito, se devi sostituire le luci del tuo rimorchio scopri i nostri ultimi pezzi: fanalino posteriore destro e fanalino posteriore sinistro CERMAG ti aspettano sul nostro sito.
Ma continuiamo il nostro discorso.

Le luci del rimorchio forniscono informazioni chiare sui movimenti e le intenzioni del veicolo agricolo. Quelle di stop e le frecce direzionali segnalano arresti improvvisi e cambi di direzione, migliorando la prevedibilità del veicolo sulla strada. Le luci posteriori del rimorchio contribuiscono anche a prevenire incidenti frontali, avvertendo i veicoli che si avvicinano dal retro della presenza del trattore e del rimorchio.

Garantire il corretto funzionamento di ciascun elemento contribuisce a migliorare la visibilità e la prevedibilità del veicolo agricolo su strada, riducendo il rischio di incidenti e migliorando la sicurezza generale. Ora sapete tutto sulla presa luci del rimorchio agricolo.

Spurgo gasolio dei trattori agricoli

Spurgo gasolio dei trattori agricoli

Lo spurgo del gasolio nei trattori agricoli è una pratica essenziale per garantire il corretto funzionamento del motore e mantenere le prestazioni ottimali nel tempo. Questo processo è fondamentale per eliminare eventuali bolle d’aria e impurità presenti nel sistema del carburante, assicurando così una combustione efficiente e riducendo il rischio di danni al motore. In questo articolo, esploreremo le procedure di spurgo del gasolio per i trattori, fornendo consigli utili per mantenere il tuo veicolo agricolo in condizioni ottimali. Scopri tutto su come spurgare il gasolio nei trattori agricoli dotati di impianti di alimentazione “classici”, non dotati di iniezione elettronica, common rail o simili.

Perché si deve spurgare il gasolio nel trattore

La necessità di spurgare l’aria dal gasolio è normalmente causata dall’esaurimento del carburante durante il funzionamento, oppure dallo svuotamento totale o parziale delle tubazioni, per esempio durante la sostituzione del filtro.
La presenza di aria nell’impianto di alimentazione impedisce il regolare flusso di carburante al motore, che non si avvia oppure gira in maniera molto irregolare. Nel corso dell’utilizzo quotidiano del trattore, bolle d’aria possono accumularsi nel sistema di carburante. Queste bolle d’aria nei tubi possono compromettere la capacità del sistema di erogare carburante in modo uniforme al motore, causando interruzioni nella combustione e riducendo le prestazioni complessive.

Ignorare lo spurgo del gasolio può anche portare a guasti del motore a lungo termine. L’accumulo di impurità può ostruire i componenti del sistema di alimentazione del carburante, portando a malfunzionamenti e costosi interventi di riparazione. Un trattore agricolo con un sistema di carburante efficiente è in grado di mantenere prestazioni ottimali. Questo è cruciale per le attività agricole, dove l’efficienza del veicolo è direttamente correlata alla produttività e al rendimento complessivo delle operazioni in campo.

Come spurgare gasolio trattore

La necessità di spurgare l’aria dal gasolio, come detto poco sopra, può essere causata dall’esaurimento del carburante durante il funzionamento o dallo svuotamento totale o parziale delle tubazioni.
In questi casi si consiglia di togliere l’aria nei tubi prima di avviare il motore, per evitare che questa raggiunga la pompa di iniezione ad alta pressione, causando delle bolle d’aria che impediscono la corretta iniezione nei cilindri, rendendo così molto difficile l’avviamento, con conseguente rischio di scaricare la batteria durante i ripetuti tentativi. Nel caso in cui fosse già avvenuto, scopri i ricambi originali sul nostro sito web a un prezzo imbattibile, come la pompa A/C CNH compatibile con moltissimi modelli di trattori Fiat e i relativi motori.

Procedura spurgo gasolio dei trattori agricoli

Per eseguire correttamente lo spurgo dell’impianto di alimentazione bisogna procedere come segue:

  • Fase 1: rifornire il serbatoio, possibilmente al massimo livello, in modo da facilitare il riempimento delle tubazioni per gravità;
  • Fase 2: svitare di un giro la vite di spurgo aria del filtro gasolio, normalmente situata sopra il supporto del filtro stesso, come mostrato in foto:
Spurgo gasolio trattori agricoli fase due

Filtro gasolio da buttare? Non perdere tempo e scopri i nostri ricambi originali come il filtro gasolio CNH compatibile con trattori Fiat, Goldoni, Landini e molti altri. Dai un’occhiata al nostro e-commerce e scopri se è adatto ai tuoi mezzi agricoli.

  • Fase 3: predisporre un contenitore per raccogliere il gasolio a terra:
  • Fase 4: agire sulla levetta della pompa alimentazione, azionando fino a quando fuoriesce carburante dallo sfiato del filtro in buona quantità e privo di bolle d’aria, e poi serrare la vite di spurgo. Per chiarezza, vedi foto:
Spurgo gasolio trattori agricoli fase 4

Nota: se il trattore è dotato di pompa alimentazione elettrica, per azionarla è necessario accendere il quadro con la chiave, verificando che stia effettivamente pompando emettendo il classico ronzio. In caso contrario, si deve simulare un breve avviamento che farà partire la pompa.

Spurgo gasolio: come continuare la procedura

Lo spurgo gasolio dei trattori agricoli va ripetuto separatamente se l’impianto è provvisto di due filtri in sequenza, spurgando prima quello che riceve il gasolio direttamente dalla pompa di alimentazione (filtro primario o prefiltro gasolio) e poi l’altro (filtro secondario). Inoltre, il filtro deve essere assolutamente acquistato insieme alla pompa supporto filtro che trovi nel nostro e-commerce.
Nei modelli dove l’arresto del motore è reso possibile da un’elettrovalvola comandata dalla chiave di avviamento in posizione zero è necessario accendere il quadro durante le operazioni di spurgo per consentire il flusso del gasolio.

  • Fase 5: spurgare la pompa iniezione. A volte ci sono uno o più viti di spurgo sulla pompa di iniezione ad alta pressione, come nelle vecchie pompe rotative tipo CAV, come in foto
Spurgo gasolio trattori agricoli fase 5

In questo caso lo spurgo avviene come per il filtro del gasolio, pompando fuori il gasolio con le bolle d’aria e poi serrando lo spurgo. Se invece hai bisogno di sostituire la tua pompa A/C per trattori Same, Lamborghini, Hurlimann e Deutz Fahr scopri i nostri ricambi originali per questi e molti altri mezzi agricoli. Va detto anche che, nella maggior parte dei casi, la pompa di iniezione è dotata di un sistema di spurgo gasolio dei trattori agricoli automatico, costituito da una valvolina collegata ad un tubo di recupero.

  • Fase 6: provare ad avviare il motore, che deve partire dopo pochi secondi. In caso contrario bisogna ripetere gli spurghi fino al punto n°5 sopra descritto. Se ancora non si avvia e non emette fumo dallo scarico, prima di insistere scaricando la batteria, si consiglia di passare alla prossima operazione.
  • Fase 7: spurgare gli iniettori. In questo caso andiamo a spurgare l’impianto ad alta pressione, ovvero le tubazioni metalliche, dette cannette, che alimentano gli iniettori. A tal fine bisogna svitare di un giro tutti i raccordi degli iniettori, come mostrato in foto:
Spurgo gasolio dei trattori agricoli fase 7

Spurgo gasolio dei trattori agricoli fasi finali

Si deve poi tentare di avviare il motore, cosa che molto probabilmente non avverrà, in quanto si sta facendo uscire il gasolio dai raccordi, in modo da far spurgare l’eventuale aria. A questo punto si devono serrare i raccordi e tentare finalmente l’avviamento…. Il tuo trattore è partito?
Se la risposta è sì hai seguito correttamente tutte le fasi. In caso contrario, ci dispiace ma devi ricominciare dal punto n°1. Torna su e fingi che non sia mai accaduto niente!

Infine, ricorda sempre di proteggerti. E’ infatti molto importante sapere che quando si lavora sugli impianti ad alta pressione bisogna salvaguardare gli occhi e le mani, con occhiali e guanti appropriati.

ATTENZIONE!
Queste istruzioni sono pubblicate a scopo divulgativo, e sono genericamente riferite ai modelli più comuni presenti sul mercato.
Per istruzioni dettagliate e specifiche è bene consultare i libretti di uso e manutenzione in dotazione al tuo trattore.