Pistone idraulico a doppio effetto cosa è e a cosa serve

Pistone idraulico a doppio effetto cosa è e a cosa serve

Pistone idraulico a doppio effetto cosa è e a cosa serve: scopri tutti i nostri consigli

Il pistone idraulico, detto anche cilindro oleodinamico, o altresì martinetto, è un dispositivo che serve ad esercitare forza lineare lungo il proprio asse, generata da un fluido in pressione, nel nostro caso olio minerale.
Ne esistono anche comandati ad aria compressa ed altri fluidi.
Nel campo agricolo trovano molteplici applicazioni, per esempio nelle idroguide, nello spostamento laterale e sollevamento di attrezzature, nei terzi punti idraulici e in tante altre ancora.


Cos’è il pistone idraulico

Nel linguaggio comune i pistoni oleodinamici sono associati agli attuatori idraulici lineari o ai cilindri oleodinamici. Questo termine è stato adottato principalmente perché i pistoni oleodinamici rappresentano una componente essenziale di tali cilindri. Un cilindro idraulico è costituito da un corpo cavo, noto come cilindro vero e proprio, da uno stelo e da un pistone che si muove all’interno del cilindro. Di conseguenza, i pistoni oleodinamici costituiscono una parte integrante dei cilindri oleodinamici.

Si possono trovare pistoni oleodinamici a singolo effetto o a doppio effetto. Ad esempio, il cilindro a doppio effetto, si distingue dal cilindro a singolo effetto poiché è in grado di generare spinta in entrambe le direzioni assiali. Ciò consente al pistone di muoversi lungo il suo asse in entrambi i sensi. L’olio viene quindi spinto in pressione sia nella camera di spinta che nella camera di tiro, garantendo così un controllo completo del movimento del sistema.
Questo tipo di cilindro idraulico è particolarmente adatto per applicazioni in cui il ritorno del pistone non può avvenire semplicemente per gravità, ad esempio quando si lavora in condizioni di inclinazione o ribaltamento.

Funzionamento pistone idraulico a doppio effetto

Il pistone idraulico a doppio effetto è un componente meccanico che sfrutta la pressione dei fluidi per generare forza e movimento. La sua caratteristica principale è la capacità di spostarsi in entrambe le direzioni, sia in fase di estensione che di ritrazione, grazie all’uso di un cilindro con due camere separate e fluido idraulico in pressione.

  • Estensione: quando il fluido viene pompato nella camera posteriore del cilindro, spinge il pistone verso l’esterno, generando un movimento di estensione.
  • Ritrazione: al contrario, quando il fluido viene pompato nella camera anteriore del cilindro, spinge il pistone verso l’interno, causando un movimento di ritrazione.

Applicazioni nelle Macchine Agricole del pistone a doppio effetto

L’applicazione del pistone idraulico a doppio effetto nelle macchine agricole è estremamente versatile e spazia su una vasta gamma di attività. Di seguito sono riportati alcuni esempi significativi:

Sollevamento e Movimentazione
Nei trattori agricoli, il pistone idraulico è spesso impiegato nei sistemi di sollevamento, consentendo agli agricoltori di alzare e abbassare attrezzature pesanti come aratri, seminatrici, e attrezzi per la lavorazione del terreno. Questo meccanismo offre un controllo preciso dell’altezza e della posizione degli attrezzi, ottimizzando l’efficienza operativa.

Controllo della Direzione e della Velocità
Nei veicoli agricoli, come mietitrebbie o macchine per la raccolta, i pistoni idraulici sono utilizzati per controllare la direzione e la velocità di varie componenti, come ad esempio la regolazione dell’inclinazione della falciatrice o il movimento dei bracci di raccolta. Questo consente agli operatori di adattare le prestazioni delle macchine alle diverse condizioni del terreno e ai vari tipi di coltura.

Azionamento degli Attrezzi
I pistoni idraulici a doppio effetto vengono ampiamente impiegati per azionare attrezzi e accessori nelle macchine agricole, come ad esempio le presse per il fieno o le pinze per la movimentazione di materiali. La capacità di controllare con precisione la forza e il movimento consente un utilizzo efficiente di tali dispositivi, migliorando la produttività complessiva delle operazioni agricole.

Vantaggi e Benefici dei pistoni a doppio effetto

L’utilizzo del pistone idraulico a doppio effetto offre una serie di vantaggi significativi per gli agricoltori e gli operatori delle macchine agricole:

  • Potenza e Controllo: il pistone idraulico fornisce una potenza considerevole e un controllo preciso, consentendo agli operatori di adattare le operazioni alle esigenze specifiche del lavoro agricolo.
  • Versatilità: grazie alla sua capacità di movimento bidirezionale, il pistone idraulico è in grado di gestire una vasta gamma di compiti e applicazioni nelle macchine agricole.
  • Efficienza Energetica: l’uso efficiente della potenza idraulica consente di ridurre i consumi energetici complessivi e migliorare l’efficienza operativa delle macchine agricole.

Come è fatto il pistone idraulico a doppio effetto

Il pistone idraulico a doppio effetto è costituito da un cilindro rettificato all’interno, normalmente costruito in acciaio, il cui diametro interno è definito ALESAGGIO.
La pressione al suo interno viene tenuta da un fondello, saldato da un lato, e dall’altro da una testa forata, la quale è dotata di guarnizioni nella quale scorre lo STELO, che è una barra tonda di acciaio cromato.

All’interno, lo stelo è avvitato sullo stantuffo o pistone che, dotato di speciali guarnizioni, divide il volume interno del cilindro in due parti, collegate separatamente all’impianto oleodinamico di comando mediante due attacchi filettati, in modo da raccordarsi facilmente con le tubazioni in che forniscono l’olio in pressione.
Lo stelo, scorrendo avanti e indietro, genera una forza lineare proporzionale alla pressione dell’olio, che nelle applicazioni agricole è compresa tra poche decine di bar fino a un massimo di 180/190 bar. La lunghezza di scorrimento massima dello stelo si chiama CORSA.
Per identificare correttamente un pistone idraulico dobbiamo quindi indicare almeno l’alesaggio, il diametro dello stelo e la corsa, misurati in millimetri.

Differenza tra pistone idraulico a doppio effetto e a singolo effetto

I pistoni idraulici a doppio effetto sono comandati da due flussi di olio separati, che alternativamente mettono in pressione il cilindro dal lato fondello e dal lato stelo, producendo rispettivamente lo sfilamento e il rientro dello stesso.
Quelli a singolo effetto, invece, detti anche tuffanti, non hanno lo stantuffo interno, quindi l’olio in pressione, che entra solo dal lato fondello, esercita la forza direttamente sullo stelo, che ha un diametro molto grande, di solito poco più piccolo dell’alesaggio.


I pistoni a singolo effetto vengono comunemente usati nei sollevatori dei trattori che, come saprai, esercitano la forza solo verso l’alto, abbassandosi per forza di gravità, e nei sistemi di frenatura dei rimorchi.


Ne esistono anche di tipo telescopico, dotati di più steli cavi inseriti uno dentro l’altro, in modo da ottenere delle corse elevate in poco spazio. Questi trovano applicazione nei rimorchi ribaltabili.

Sul sito AZ Agri trovi una vasta gamma di pistoni idraulici standard, da completare con attacchi a snodo, raccordi idraulici ed accessori per configurare l’articolo su misura per il tuo uso.

Vomere per aratro pezzi di ricambio

Vomere per aratro pezzi di ricambio

Come agricoltori siamo costantemente impegnati a migliorare le nostre tecniche e strumenti per garantire un rendimento ottimale dei nostri terreni. Uno strumento fondamentale è il vomere per aratro. In questo articolo, esploreremo l’importanza di questo componente essenziale e cosa fare se dovesse smettere di funzionare correttamente e fosse necessario sostituirlo. Scopri tutto su vomere per aratro pezzi di ricambio.

Cos’è il Vomere per Aratro?

Il vomere è una parte integrante dell’aratro, uno strumento fondamentale nell’agricoltura che viene utilizzato per rompere e rivoltare il terreno in preparazione alla semina. Si tratta di una lama metallica montata sull’aratro, che taglia e solleva il terreno mentre l’aratro si muove attraverso il campo.
Il vomere svolge diverse funzioni cruciali per la lavorazione del terreno:

Il movimento del vomere aiuta a rompere i detriti organici e i noduli di terra compatta, consentendo all’aria di penetrare nel terreno. Questo favorisce la respirazione delle radici delle piante e migliora il drenaggio.
Durante il suo passaggio attraverso il terreno, il vomere miscela il materiale organico decomposto con lo strato superiore del suolo. Questo aiuta a distribuire in modo uniforme i nutrienti essenziali necessari per la crescita delle piante.
Il vomere aiuta a livellare la superficie del terreno, creando un letto uniforme e ben preparato per la semina. Questo è essenziale per garantire una distribuzione uniforme dei semi e una crescita uniforme delle piante.

Segnali di Malfunzionamento del Vomere

Come ogni altro strumento agricolo, il vomere può subire usura e danneggiarsi nel tempo. Ecco alcuni segnali che indicano un malfunzionamento del vomere:

  • Usura eccessiva: il vomere può consumarsi nel tempo a causa dell’attrito con il terreno. Questo si manifesta con una punta smussata o una lama che si assottiglia e diventa meno efficace nel tagliare il terreno.
  • Deformazione: se il vomere subisce colpi o stress eccessivi, può deformarsi, compromettendo la sua capacità di tagliare e sollevare il terreno in modo uniforme.
  • Rottura: in alcuni casi, il vomere può rompersi o subire danni strutturali, rendendolo completamente inutilizzabile.

Questi segnali indicano che potrebbe essere arrivato il momento di pensare a vomere per aratro pezzi di ricambio.

Cosa Fare se il Vomere Deve Essere Sostituito

Quando il vomere mostra segni evidenti di malfunzionamento o danneggiamento, è importante intervenire prontamente per evitare compromessi sulla qualità del lavoro agricolo.
Prima di prendere decisioni drastiche, ispeziona attentamente il vomere per valutare l’estensione dei danni.
Se il vomere è gravemente danneggiato o usurato, è consigliabile sostituirlo con uno nuovo. Assicurati di acquistare un vomere di qualità che sia compatibile con il tuo aratro, come il nostro vomere tipo 2VS-L Sogema per corpi da 42 a 46 Ama Ricambi, e che soddisfi le esigenze agricole.
Per evitare futuri problemi, pianifica una routine di manutenzione preventiva per il vomere e l’aratro nel loro insieme. Lubrifica regolarmente le parti in movimento, controlla l’usura e sostituisci i componenti secondo necessità. Se hai bisogno di aiuto per vomere per aratro pezzi di ricambio scopri tutti i prodotti originali presenti sul nostro sito!

Aratro a vomere, aratro bivomere e polivomeri

Gli aratri monovomere e bivomere sono due tipi di aratri che si differenziano per il numero di vomeri utilizzati nella loro configurazione. Questi strumenti agricoli hanno caratteristiche e applicazioni distintive che li rendono adatti a diverse esigenze e condizioni di lavoro.
Come suggerisce il nome, gli aratri monovomere sono dotati di un unico vomere, che è la lama metallica a forma di V che taglia e solleva il terreno mentre l’aratro si muove attraverso il campo. Questa configurazione è comune in aratri utilizzati per terreni più leggeri o per colture che richiedono solchi distanziati.
Gli aratri bivomeri, al contrario, sono dotati di due vomeri, disposti simmetricamente rispetto all’asse dell’aratro. Questa configurazione è ideale per la creazione di solchi più stretti e profondi nel terreno, ed è spesso utilizzata in terreni più pesanti o in condizioni dove è richiesta una maggiore penetrazione del suolo. Per quanto riguarda i polivomeri, naturalmente, a parità di potenza impegnata, maggiore è il numero di corpi lavoranti minore è la profondità di lavoro, e maggiore è la larghezza di lavoro e quindi la superficie lavorata a parità di tempo.

Gli aratri monovomeri creano solchi più distanziati rispetto agli aratri bivomeri, poiché hanno un solo vomere che crea il solco centrale per la semina. Questa disposizione è adatta per colture che richiedono spaziatura più ampia tra le piante.
Gli aratri bivomeri creano solchi più vicini tra loro, in quanto i due vomeri lavorano simultaneamente per creare solchi paralleli. Questa configurazione è ideale per colture che richiedono spaziatura più stretta e per massimizzare l’uso del terreno.

Aratro a dischi o aratro a vomere le differenze

L’aratro, oltre che a vomere, può essere a dischi. Scopriamo ora, per concludere il nostro discorso, le differenze tra l’aratro a vomere e quello a dischi.

L’aratro a dischi è ampiamente utilizzato in varie fasi del ciclo agricolo, offrendo soluzioni per molteplici esigenze:

Prima della semina, l’aratro a dischi viene impiegato per preparare il terreno, rompendo i residui delle colture precedenti, aerando il suolo e livellando la superficie. Questo aiuta a creare un ambiente ideale per la germinazione dei semi e lo sviluppo delle radici.
Durante la stagione di crescita delle colture, l’aratro a dischi può essere utilizzato per controllare le infestanti. I dischi rotanti tagliano e seppelliscono le infestanti, riducendo così la concorrenza per le risorse e migliorando la resa delle colture.
L’uso regolare dell’aratro a dischi aiuta a ridurre il compatto del terreno, migliorando la struttura del suolo e favorendo una migliore infiltrazione dell’acqua e delle sostanze nutritive.
Nelle regioni dove si pratica la coltivazione del riso, l’aratro a dischi è fondamentale per preparare il terreno prima della semina e per gestire la risaia durante il ciclo di crescita delle piante di riso.

Vantaggi dell’Aratro a Dischi

L’aratro a dischi consente agli agricoltori di risparmiare tempo e risorse durante le operazioni di preparazione del terreno, può essere utilizzato su una vasta gamma di terreni e in diverse condizioni climatiche e contribuisce a migliorare la struttura del suolo, aumentando la sua capacità di trattenere acqua e sostanze nutritive e favorendo la crescita delle radici delle piante.
L’uso dell’aratro a dischi può anche ridurre la dipendenza da erbicidi e altre sostanze chimiche, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle pratiche agricole.

Differenze aratro a vomeri e aratro a dischi

Gli aratri a dischi e gli aratri con vomere sono però due tipi di attrezzi agricoli utilizzati per lavorare il terreno, ma differiscono significativamente nel loro funzionamento, nell’applicazione e nei risultati che producono.
La differenza principale sta nel fatto che l’aratro a dischi tende a lavorare il terreno in modo più superficiale rispetto all’aratro con vomere. I dischi possono rompere e aerare lo strato superficiale del terreno senza sollevare grandi quantità di terra.
L’aratro con vomere può invece lavorare il terreno in modo più profondo rispetto agli aratri a dischi, sollevando e rivoltando il terreno lungo il solco di semina. Questo può essere utile per coltivazioni che richiedono una maggiore profondità di radicamento.

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Ripuntatore a cosa serve e come è fatto

Ripuntatore a cosa serve e come è fatto

Il ripuntatore, detto anche ripper, o scarificatore, è un attrezzo che si collega alla trattrice agricola e serve ad incidere il terreno con tagli verticali, mediante utensili a forma di lama detti ancore, come si vede in foto. Ma andiamo ad approfondire il tema di oggi: ripuntatore a cosa serve e come è fatto.

Il ripper nella lavorazione del terreno

Il ripuntatore è un attrezzo agricolo montato sul trattore, progettato per lavorare il terreno in profondità, rompendo gli strati compatti del suolo e migliorandone la struttura. Il suo design è caratterizzato da una serie di aste o denti robusti, spesso affilati, che penetrano il terreno durante il passaggio del trattore. Quando il ripuntatore viene trainato attraverso il campo, i denti penetrano nel terreno fino a una profondità predeterminata, solitamente tra i 30 centimetri e un metro, a seconda delle esigenze agronomiche.

Una volta inseriti nel suolo, questi denti rompono le masse compatte, permettendo all’aria, all’acqua e alle radici delle piante di muoversi più liberamente. Inoltre, il movimento dei denti aiuta a rompere eventuali strati di pietra o compattamento del terreno, facilitando il drenaggio e l’assorbimento delle radici.

Come è fatto il ripuntatore?

Il ripuntatore può essere dotato normalmente di un numero di ancore che va da 1 a 7. Queste sono spesso disposte su più file, e il ripuntatore lavora ad una profondità che va da circa 30 centimetri a più di un metro.

Il ripuntatore viene collegato alla trattrice quasi sempre mediante l’attacco a 3 punti del sollevatore, ma esistono anche versioni trainate mediante un carrello a sollevamento idraulico, usato soprattutto con le trattrici cingolate di alta potenza.

Come è fatto il ripuntatore e tipologie

Esistono molti tipi di ripuntatori, tutti accomunati dal fatto di avere ancore in acciaio dotate di un utensile terminale detto punta, normalmente imbullonata all’estremità inferiore dell’ancora.
La composizione specifica dell’attrezzo comprende un robusto telaio, sul quale sono fissate le ancore mediante staffe fisse o mobili, più o meno articolate, per cui si possono identificare tre diverse tipologie di ripuntatori. Vediamole insieme.

1) Ripuntatore ad ancore fisse, ovvero senza dispositivi di sicurezza in caso di urto sugli ostacoli, come quello presente in foto


2) Ripuntatore con bulloni di sicurezza, ovvero con ancore dotate di cerniere fissate con bulloni a strappo che, in caso di urti improvvisi, si rompono, consentendo alle ancore di ruotare e lasciare l’ostacolo, come grandi pietre o radici di alberi, preservando dalle rotture gli elementi del ripuntatore e del sollevatore del trattore


3) Il terzo tipo è il ripuntatore con sistema idropneumatico, dove le cerniere delle ancore sono trattenute da cilindri oleodinamici che reagiscono come delle molle agli urti improvvisi, ritornando da soli alla posizione normale di lavoro. La forza di reazione e la flessibilità di funzionamento sono gestiti da un accumulatore precaricato di azoto, collegato ai cilindri oleodinamici di ciascun ancora.


A che cosa serve il ripuntatore per trattore?

Il ripuntatore, incidendo il terreno con tagli più o meno profondi, serve a drenare il terreno favorendo la discesa di acqua durante le piogge e agevolando lo scambio di aria ed altri gas con la superficie; inoltre, il ripuntatore elimina la crosta in profondità generata da altre lavorazioni, come l’aratura e la fresatura.

Viene usato generalmente quando il terreno è duro, per massimizzare gli effetti su quella specifica porzione di terra.

Il ripper viene utilizzato anche per la preparazione dei campi da seminare e sempre più spesso per i frutteti e le coltivazioni specializzate. Viene usato in modo da abbinare la ripuntatura all’inerbimento perenne, altrimenti impossibile con l’aratura o metodi simili.
Questo consente di ottenere un’ottima calpestabilità del terreno durante tutto l’anno, favorendo così tutte le fasi di trattamento, potatura e raccolta dei frutti delle arboree.

Confrontando la ripuntatura con altre lavorazioni tradizionali di superficie come l’aratura e simili è possibile analizzare delle differenze sostanziali, con i relativi vantaggi e svantaggi.

Vantaggi dell’utilizzo del ripuntatore

  • Minor sforzo di trazione a parità di profondità di lavoro, che si traduce nella possibilità di lavorare più in profondità, oppure con più ancore, aumentando la larghezza di lavoro, ottimizzando così i costi;
  • Mantenimento invariato degli strati di terreno, dove richiesto da fertilizzazioni specifiche;
  • Mantenimento della superficie lavorata pulita, senza troppe zolle, risparmiando sulle successive lavorazioni per ridurle, oppure per il mantenimento del manto erboso perenne, dove richiesto;
  • Drenaggio in profondità, che può essere favorito tramite il montaggio, dietro le ancore, di utensili a forma sferica, detti talpe, oppure a strisciamento, detti talloni;
  • Possibilità di accoppiamento con altre attrezzature combinate, come rulli posteriori, seminatrici ed altre ancora.

Svantaggi dell’utilizzo del ripuntatore

  • Non favorisce l’interramento del concime di superficie
  • Non distrugge efficacemente le erbacce durante la preparazione delle semine

Infatti, è bene avere chiare le differenze tra ripuntatore ed estirpatore. Il ripuntatore è progettato per lavorare il terreno in profondità. I denti robusti ripuntatore rompono le masse compatte del terreno, migliorando la sua struttura e facilitando il movimento dell’aria, dell’acqua e delle radici delle piante. Questo strumento è particolarmente efficace nel ridurre la compattazione del terreno e nel favorire una migliore crescita delle radici, il che può portare a una maggiore resa dei raccolti e a una gestione più sostenibile del suolo. L’estirpatore, d’altra parte, è progettato per lavorare il terreno in modo più superficiale. I suoi vomeri affilati tagliano e rivoltano il terreno, preparandolo per la semina e garantendo una distribuzione uniforme dei nutrienti. Questo strumento è particolarmente utile per preparare il terreno dopo la raccolta dei raccolti precedenti o per incorporare fertilizzanti e materiale organico nel suolo prima della semina.

Ora che sai tutto su ripuntatore a cosa serve e come è fatto… Tieni quindi conto di queste variabili per la scelta della lavorazione più adatta alle tue esigenze e… buon lavoro!

Motocoltivatori Goldoni la storia

Motocoltivatori Goldoni la storia

La ditta Goldoni di Migliarina di Carpi è stata tra le pioniere in Italia per la produzione di motocoltivatori e trattorini per l’agricoltura.
I motocoltivatori Goldoni sono da decenni sinonimo di qualità, affidabilità e innovazione nel settore dell’agricoltura. Fondata nel 1926 da Ferruccio Goldoni a Migliarina di Carpi, in provincia di Modena, l’azienda ha attraversato un percorso ricco di sfide e successi, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del settore agricolo.
In questo articolo vogliamo ripercorrere non solo la storia dell’azienda Goldoni, ma in particolare della produzione dei motocoltivatori, ovvero quelle macchine agricole guidate a mano dall’operatore e abbinate ad una fresa posteriore smontabile, per terminare poi parlando di altre attrezzature. Ecco tutto su motocoltivatori Goldoni la storia.

Motocoltivatori Goldoni modelli e innovazioni

I primi tipi di motocoltivatori Goldoni documentati prodotti in serie ci risultano essere i modelli ERCOLE e MONDIAL, dotati di fresa e poche altre semplici applicazioni. A proposito, trovi qui una fresa motocoltivatore Goldoni.
Siamo nei primi anni sessanta del XX secolo, quando le motorizzazioni comprendevano motori a benzina/petrolio e diesel, monocilindrici con avviamento a strappo.

La svolta evolutiva si è avuta alla fine degli anni sessanta con il modello SPECIAL, che ebbe un notevole successo commerciale grazie alla flessibilità di utilizzo, tanto che la sua meccanica di base, con modifiche nel corso degli anni, è arrivata fino ai giorni nostri.
Nello stesso periodo usciva anche la serie EXPORT, più grande e potente della precedente, che con l’aggiunta del retrotreno diventò un piccolo trattore a 4 ruote motrici, il quale ha fatto la storia della Goldoni in quel settore.
Questi motocoltivatori, dotati di una presa di forza sincronizzata di serie, potevano trainare anche un rimorchio con asse motrice, facendo nascere una nuova categoria di macchine agricole da trasporto, le così dette MOTOAGRICOLE.

Motocoltivatori Goldoni la storia degli anni ’70

Gli anni settanta videro l’arrivo della serie MONDIAL, che affiancò la Special, ma soprattutto con la SERIE 500 ci fu un’importante evoluzione, con l’adozione delle stegole reversibili, che permisero l’inversione del posto guida davanti al motore, in modo da poter utilizzare anche attrezzi frontali come falciatrici e tosaprato.
In seguito uscirono anche le serie 600 e 700, come naturale evoluzione della 500.

La costante ricerca e lo sviluppo hanno caratterizzato l’azienda nel corso degli anni. Goldoni si è distinta per l’adozione di tecnologie all’avanguardia e per l’attenzione ai dettagli nella progettazione dei suoi prodotti. Questo impegno per l’innovazione ha permesso all’azienda di rimanere competitiva in un mercato in costante evoluzione.

Gli anni ‘80 di Goldoni e le nuove Serie di motocoltivatori

Intorno al 1977 la storica serie Special trovò la sua naturale evoluzione nel nuovo modello SUPER SPECIAL, che vide la possibilità di nuovi allestimenti standardizzati, tra cui l’avviamento elettrico per i motori diesel, prima disponibile solo su pochissime versioni.

Alla fine degli anni settanta la Goldoni esordì con la nuova SERIE 100, un nuovo motocoltivatore pensato per il giardinaggio e la micro agricoltura, aprendo la strada ad un nuovo settore di macchine.

Arrivano poi gli anni ottanta e la sempre maggiore attenzione della Goldoni verso le piccole macchine si esprime con la serie Jolly, articolata nelle versioni Junior, Super e Professional, con la possibilità di allestimenti dedicati a molteplici utilizzi e attrezzature, e con diverse opzioni sulle trasmissioni, dotate di differenziale oppure no.
Intanto la storica serie Special e Super Special si arricchisce con la versione SPECIAL LUX, ancora più evoluta.
Dalla metà degli anni ottanta fu lanciata la serie UNO, sempre nel settore delle basse potenze, con nuove motorizzazioni e allestimenti.

Fino a tutti gli anni novanta i modelli anni ottanta rimasero in produzione con nuovi allestimenti e una proposta di attrezzature posteriori e frontali sempre più completa.

La nuova era di Goldoni e il presente dell’azienda

Con il nuovo secolo, in particolare dalla metà degli anni duemila, esce la nuova serie TWIST, che sostituisce la gamma dei piccoli Uno e Jolly con un’offerta diversificata per il settore hobbistico e piccola agricoltura.


L’offerta dei motocoltivatori era completata dalla nuova serie JOKER per le medie potenze e dalla inossidabile gamma di punta Special, evoluta nella nuova serie MY SPECIAL.

Oggi, anno 2024, la Goldoni, in seguito a varie vicissitudini dovute al COVID e a passaggi di proprietà, ora in mano Keestrack, rivolge l’attenzione della nuova produzione soprattutto ai trattori, evolvendo quelli già in produzione e lanciando nuovissimi modelli elettrici. Al momento la produzione di motocoltivatori è in stand by, anche se l’azienda prosegue con il servizio di fornitura dei ricambi per motocoltivatori dei vecchi modelli, fino agli anni settanta!
A dire il vero vediamo sul sito ufficiale le foto e schede di nuovi modelli di motocoltivatori, denominati M10 – M15 ed M16…. la storia continua?

Intanto sul nostro sito trovi tutti i ricambi per motocoltivatore Goldoni di cui hai bisogno! Affrettati e approfitta del miglior prezzo per i pezzi di ricambio che ti servono.

Presa luci del rimorchio agricolo

Presa luci del rimorchio agricolo

Nel mondo agricolo, la sicurezza è una priorità fondamentale. Una delle pratiche essenziali per garantire un ambiente di lavoro sicuro è il corretto collegamento elettrico tra i trattori agricoli e le luci dei rimorchi. Questo aspetto spesso trascurato svolge un ruolo cruciale nella prevenzione degli incidenti stradali e nell’assicurare la visibilità durante le operazioni notturne. In questo articolo, esploreremo l’importanza di un corretto collegamento elettrico, i componenti coinvolti e i vantaggi che comporta parlando di presa luci del rimorchio agricolo. Approfondiamo dunque ciò che riguarda il collegamento elettrico tra i trattori agricoli e le luci del rimorchio, molto utile soprattutto se si notano delle anomalie nella fanaleria posteriore del rimorchio, come ad esempio luci che non si accendono, frecce invertite o altri problemi simili.

Presa luci del rimorchio: i collegamenti elettrici

Trattori e rimorchi sono dotati di prese e connettori specifici per il collegamento elettrico. È importante che essi siano compatibili e in buono stato per garantire un collegamento affidabile. Bisogna sapere che le prese elettriche dei rimorchi agricoli rispettano uno standard a 7 poli ben preciso, lo stesso dei vecchi autoveicoli di qualche decennio fa.

Aprendo la presa luci del rimorchio agricolo femmina montata sul trattore

Presa luci del rimorchio agricolo femmina

oppure la spina maschio luci rimorchio

Presa luci del rimorchio agricolo maschio

si può notare che la numerazione dei singoli poli rispetta il seguente standard di collegamento:

1 – L = indicatore di direzione sinistro
2 – 54/G = retronebbia, non usato nelle macchine agricole
3 – 31 = massa collegata al telaio del trattore e del rimorchio
4 – R = indicatore di direzione destro
5 – 58/R = luce di posizione lato sinistro
6 – 54 = luce di arresto (stop)
7 – 58/L = luce di posizione lato sinistro

Nel verificare i collegamenti si consiglia di procedere controllando prima sulla presa del trattore, in quanto spesso i problemi derivano dall’impianto luci di quest’ultimo, verificando l’effettiva uscita della corrente mediante un tester 12 volts o una semplice lampada collegata con 2 fili, provando in questo modo tutte le funzionalità delle luci posteriori.

Presa luci del rimorchio agricolo: ulteriori consigli

Per quanto riguarda la spina del rimorchio, invece, si potrà notare che, nella maggioranza dei casi, il cavo di collegamento ha solo 5 fili, per cui è consigliato escludere il collegamento 2 – 54/G (retronebbia) ed eventualmente il 7 – 58/L (posizione sinistra).

Per questo motivo spesso le luci di posizione destra e sinistra del rimorchio sono collegate insieme, a differenza di quelle del trattore. Si sconsiglia vivamente di ponticellare i collegamenti 5 e 7, per non danneggiare l’impianto luci di posizione del trattore, alterandone il carico sui fusibili.

Le prese femmina a 7 poli e le spine maschio sono componenti standard utilizzati per il collegamento elettrico tra trattori e rimorchi. Questi connettori sono progettati per fornire una connessione affidabile e sicura per trasmettere segnali elettrici essenziali per le luci dei rimorchi. Se devi sostituire la tua presa del trattore puoi scoprire di più sulla nostra Presa 7 poli CERMAG in alluminio cliccando qui.
Se invece vuoi scoprire di più sulle nostre staffe fissaggio presa a 7 poli ti consigliamo di navigare in questa sezione del sito e-commerce.

Lo sapevi che… sezione curiosità sulla presa luci del rimorchio

Lo sapevi che spesso sui trattori di recente produzione l’impianto elettrico delle luci di arresto aziona l’innesto della doppia trazione ogni volta che viene spinto il pedale del freno?

Per questo motivo bisogna fare molta attenzione a non sbagliare il collegamento 6 – 54, in quanto, se quella linea va in corto, potrebbe danneggiare seriamente il dispositivo di innesto della trazione anteriore del trattore!

Kit luci rimorchio senza fili: la novità del settore!

Ci sono ora in commercio dei kit luci rimorchio senza fili! Avete capito bene, niente collegamenti elettrici! Negli ultimi anni, il mercato agricolo ha visto l’introduzione di innovativi kit luci rimorchio senza fili, rappresentando una significativa evoluzione nella gestione della sicurezza e nel collegamento elettrico. Questi sistemi, al contrario delle soluzioni tradizionali, eliminano la necessità di cavi elettrici, offrendo numerosi vantaggi in termini di praticità e flessibilità.

I kit luci rimorchio senza fili utilizzano la tecnologia wireless per trasmettere segnali elettrici tra il trattore e il rimorchio. Il sistema si compone semplicemente di un trasmettitore, che si collega direttamente alla presa femmina del trattore e a due fanalini posteriori che si applicano sul lato posteriore del rimorchio con un supporto magnetico. Questa configurazione senza fili elimina la necessità di gestire intricati cavi e semplifica notevolmente il processo di collegamento e scollegamento.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si alimentano i componenti? Semplice, il trasmettitore viene alimentato dalle luci di posizione del trattore, mentre i fanalini rimorchio hanno delle batterie all’interno che possono essere ricaricate a casa o sul trattore, mediante una presa mini USB, proprio come avviene per la ricarica del proprio smartphone. Tenendo conto che l’autonomia supera tranquillamente la giornata di lavoro è un sistema comodo, no?

Questi kit sono inoltre dotati di luci a LED rimorchio trattore, le quali sono estremamente efficienti dal punto di vista energetico. Consumano significativamente meno energia rispetto alle lampadine tradizionali, contribuendo così a una maggiore efficienza. Le luci a LED producono una luce più luminosa rispetto alle lampadine tradizionali. Questo migliora la visibilità del rimorchio, aumentando la sicurezza stradale, specialmente nelle condizioni di scarsa illuminazione o di visibilità ridotta.

Sicurezza su strada e nel lavoro: l’importanza delle luci rimorchio

Le luci del rimorchio svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli incidenti stradali. Forniscono segnalazioni chiare agli altri utenti della strada riguardo alle intenzioni del conducente, riducendo il rischio di collisioni e migliorando la sicurezza generale. Durante le ore notturne, la visibilità è ridotta e il corretto funzionamento delle luci del rimorchio diventa ancor più critico. Luci posteriori, luci di stop, frecce direzionali e luci di posizione contribuiscono a rendere il veicolo agricolo più visibile, riducendo il pericolo di incidenti, quindi è bene non sottovalutare l’argomento di oggi su presa luci del rimorchio agricolo. A proposito, se devi sostituire le luci del tuo rimorchio scopri i nostri ultimi pezzi: fanalino posteriore destro e fanalino posteriore sinistro CERMAG ti aspettano sul nostro sito.
Ma continuiamo il nostro discorso.

Le luci del rimorchio forniscono informazioni chiare sui movimenti e le intenzioni del veicolo agricolo. Quelle di stop e le frecce direzionali segnalano arresti improvvisi e cambi di direzione, migliorando la prevedibilità del veicolo sulla strada. Le luci posteriori del rimorchio contribuiscono anche a prevenire incidenti frontali, avvertendo i veicoli che si avvicinano dal retro della presenza del trattore e del rimorchio.

Garantire il corretto funzionamento di ciascun elemento contribuisce a migliorare la visibilità e la prevedibilità del veicolo agricolo su strada, riducendo il rischio di incidenti e migliorando la sicurezza generale. Ora sapete tutto sulla presa luci del rimorchio agricolo.